Papa Francesco: a seminario pugliese, preti siano “padri” vicini alla gente “senza bisogno di pasticche per dormire”

“La regola dello scandalo ha la quota alta nella borsa dei meda”. Lo ha detto il Papa, nel discorso a braccio rivolto alla Comunità del Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI, in cui ha ricordato che “un sacerdote che non è un padre, non serve” e si è soffermato sull’essenzialità della “paternità” per la vocazione sacerdotale, esortando i seminaristi a diventare “padri nella loro comunità”. “In Italia avete il vantaggio di avere una storia di parroci bravi”, ha sottolineato, “che vi danno coraggio ad andare avanti nella fede”. Poi l’invito a guardare ai vescovi, “padri” dei sacerdoti, testimonianza che “la mia salvezza non è cominciata con me: la Chiesa ha una lunga tradizione di sacerdoti bravi – e non finirà con me”. Di qui l’importanza di “lasciare un’eredità”: “Padri che ricevono eredità dagli altri e la danno agli altri, è bello essere preti così!”, ha esclamato Francesco, che ha citato un “bravo parroco” di una piccola comunità, che diceva: “Io conosco il nome di ogni persona, anche dei cani”. “Vicinanza”, dunque, è l’altra parola-chiave: “Non si può essere sacerdoti con la distanza dal popolo. Un sacerdote che si distacca dal popolo non è capace di dare il messaggio di Gesù, le carezze di Gesù alla gente, di mettere un piede perché non si spalanchino le porte”. “Vicinanza alla gente”, ha spiegato il Papa, “significa bruciare la vita, perché il santo popolo di Dio stanca”. “Ma che bella cosa un sacerdote che finisce la giornata stanco e che non ha bisogno di pasticche per dormire!”, ha detto Francesco.

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