Papa Francesco: “Misericordia et misera”, “cultura della misericordia” è “non dimenticare i poveri”

“Siamo chiamati a far crescere una cultura della misericordia, basata sulla riscoperta dell’incontro con gli altri: una cultura in cui nessuno guarda all’altro con indifferenza né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli”. È l’appello del Papa, nella parte finale della “Misericordia et misera”, in cui chiede di “dar vita a una vera rivoluzione culturale proprio a partire dalla semplicità di gesti che sanno raggiungere il corpo e lo spirito, cioè la vita delle persone”. “È un impegno che la comunità cristiana può fare proprio, nella consapevolezza che la Parola del Signore sempre la chiama ad uscire dall’indifferenza e dall’individualismo in cui si è tentati di rinchiudersi per condurre un’esistenza comoda e senza problemi”, assicura Francesco, che parte da una frase di Gesù – “I poveri li avete sempre con voi” – per affermare che “non ci sono alibi che possono giustificare un disimpegno quando sappiamo che Lui si è identificato con ognuno di loro”. “La cultura della misericordia si forma nella preghiera assidua, nella docile apertura all’azione dello Spirito, nella familiarità con la vita dei santi e nella vicinanza concreta ai poveri”, spiega il Papa: “È un invito pressante a non fraintendere dove è determinante impegnarsi”, perché “la tentazione di fare la ‘teoria della misericordia’ si supera nella misura in cui questa si fa vita quotidiana di partecipazione e condivisione”. “Non possiamo dimenticarci dei poveri”, ripete Francesco: “Le nostre comunità si aprano a raggiungere quanti vivono nel loro territorio perché a tutti giunga la carezza di Dio attraverso la testimonianza dei credenti”, il suo imperativo.

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