Papa Francesco: “Misericordia et misera”, ora “guardare avanti”. Più “cura” per omelie e “lectio divina”, dedicare una domenica all’anno alla Bibbia

“Adesso, concluso questo Giubileo, è tempo di guardare avanti e di comprendere come continuare con fedeltà, gioia ed entusiasmo a sperimentare la ricchezza della misericordia divina”. Ne è convinto il Papa, secondo il quale il futuro delle nostre comunità ecclesiali è racchiuso nella parola: “Conversione pastorale”, “plasmata quotidianamente dalla forza rinnovatrice della misericordia”. In primo luogo, occorre “celebrare la misericordia” con la liturgia, dove “ogni momento fa riferimento alla misericordia di Dio”. Poi i due sacramenti “di guarigione”, cioè la Riconciliazione e l’Unzione dei malati. Per Papa Francesco, ha “un significato particolare anche l’ascolto della Parola di Dio”, prima di tutto nella messa domenicale: la raccomandazione, per i sacerdoti, è la preparazione dell’omelia e la “cura” della predicazione, “per far vibrare il cuore dei credenti dinanzi alla grandezza della misericordia”, partendo dalla consapevolezza che “comunicare la certezza che Dio ci ama non è un esercizio retorico, ma condizione di credibilità del proprio sacerdozio”. “La Bibbia è il grande racconto che narra le meraviglie della misericordia di Dio”, scrive il Papa: “Ogni pagina è intrisa dell’amore del Padre che fin dalla creazione ha voluto imprimere nell’universo i segni del suo amore. La vita di Gesù e la sua predicazione segnano in modo determinante la storia della comunità cristiana”. “È mio vivo desiderio che la Parola di Dio sia sempre più celebrata, conosciuta e diffusa, perché attraverso di essa si possa comprendere meglio il mistero di amore che promana da quella sorgente di misericordia”, il mandato di Francesco, secondo il quale “sarebbe opportuno che ogni comunità, in una domenica dell’anno liturgico, potesse rinnovare l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura: una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo”. Di qui l’appello alla “creatività per arricchire questo momento con iniziative che stimolino i credenti ad essere strumenti vivi di trasmissione della Parola”: tra queste, il Papa cita “la diffusione più ampia della lectio divina”.

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