Biblioteche ecclesiastiche: Buttò (Iccu), “cooperazione Sbn e Pbe per far crescere la comunità”

“Mettere conoscenze e risorse umane ed economiche a disposizione di una comunità che vogliamo far crescere per realizzare un sempre più ampio sistema nazionale di accesso di tutti i cittadini al patrimonio culturale”. Così Simonetta Buttò, direttrice Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche Italiane e per le informazioni bibliografiche (Iccu), sintetizza gli obiettivi comuni del Servizio bibliotecario nazionale (Sbn) e del Polo biblioteche ecclesiastiche (Pbe). Intervenendo all’incontro “Mano ai libri. A trent’anni dal Servizio bibliotecario nazionale e a dieci dalla nascita della rete di biblioteche ecclesiastiche” promosso oggi a Roma dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici (Unbce) e l’edilizia di culto della Cei, con l’Iccu e la Biblioteca nazionale centrale che lo ospita, Buttò ha ricordato gli accordi siglati negli anni, la nascita del Pbe, l’accordo per la cooperazione con il sistema nazionale Manus per il censimento nazionale dei manoscritti e con Bimnman per la loro bibliografia. Quali i progetti comuni? “L’aggiornamento dell’anagrafe delle biblioteche, l’accrescimento della rete, il potenziamento e l’arricchimento degli authority file, l’integrazione dei dati nel catalogo con il digitale, l’arricchimento dei servizi e l’analisi di formati e metodi per il web semantico”. Il lavoro quotidiano si svolge in Sbn, sistema nazionale che ha 28 poli cui sono collegate circa 6mila biblioteche. Nel 2016 sono stati effettuati 82milioni di ricerche. Nel sistema si contano più di 15 milioni di record riferiti a materiali librari e cartografici.

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