Nuove povertà: Villa Nazareth, al via sessione conclusiva del convegno su valori costituzionali e inclusione sociale

Povertà, calo delle iscrizioni all’università e generazione “Neet”, ovvero quei giovani tra i 15 e i 29 anni che semplicemente non sono iscritti all’università o a scuola né lavorano. Sono i tre focus di riflessione che hanno dato il via alla due giorni del convegno “I valori costituzionali a confronto con le nuove povertà: dignità della persona, uguaglianza, inclusione sociale, diritto allo studio”, che si chiude oggi a Roma per iniziativa dell’Associazione Comunità Domenico Tardini a Villa Nazareth – Fondazione Comunità Domenico Tardini Onlus. Ad introdurre i lavori l’arcivescovo Claudio Maria Celli, vicepresidente della Fondazione: “Le nuove povertà non sono solo economiche, ma anche culturali e spirituali. C’è una desertificazione in atto e ne siamo consapevoli”. “In dieci anni siamo passati da 338mila immatricolati a 252mila – ha affermato Marco Catarci, professore associato di pedagogia interculturale e sociale all’Università degli Studi Roma Tre, – abbiamo perso 85mila giovani che non si sono iscritti all’università”. È la generazione “Neet” a destare maggiori preoccupazioni. “In Italia un giovane su cinque non si preoccupa del suo futuro – ha spiegato Francesco Marsico, responsabile Area nazionale di Caritas Italiana -, rientra cioè in questa categoria di persone in sospensione, che non danno alcun contributo alla società, che non lavorano né studiano”. Per Raffaele Tangorra, direttore generale per l’inclusione e le politiche sociali presso il ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, “il piano nazionale contro la povertà ha senso se è una mobilitazione nazionale”. Oggi pomeriggio l’ultima sessione con Rita Cutini, presidente dell’Uciss-MD; Maurizio Franzini, professore di politica economica presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza; Maria Teresa Spinelli (Migrantes), moderati dal direttore di Tv2000, Paolo Ruffini.

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