Poveri: Caritas Italiana, il 14 e il 15 novembre il seminario “Per un’Europa no exit”

L’inclusione sociale dei poveri in Europa a partire dalle sfide più delicate che stiamo vivendo in un contesto mondiale sempre più orientato ad alzare muri, ad escludere, a contrapporre interessi particolari. Su questo rifletteranno gli oltre 200 partecipanti al seminario “Per un’Europa no exit”, promosso da Caritas Italiana che si terrà a Roma, il 14 e 15 novembre presso The Church Palace, in via Aurelia 481. Il seminario, partendo da un’analisi delle politiche europee, soprattutto quelle relative all’inclusione sociale, alla lotta alla povertà e alla tutela dei diritti degli ultimi, degli esclusi, dei migranti, degli invisibili, cercherà di mettere a fuoco il loro impatto concreto sulle persone e sulle comunità. Come? In primo luogo ascoltando e valorizzando la partecipazione di tutti i “mondi” presenti; poi avanzando proposte, a partire dalle esperienze e dalle testimonianze della “rete” Caritas ai vari livelli, ma anche dai contributi delle realtà associative.
Lunedì 14 novembre, dopo il saluto di don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, alle ore 11, aprirà i lavori il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas Italiana. A seguire gli interventi di monsignor Luc Van Looy, presidente di Caritas Europa, e di Enzo Moavero Milanesi, direttore della School of Law dell’Università Luiss Guido Carli di Roma. I lavori proseguiranno poi in una riflessione sulle politiche sociali, in Italia e in Europa, e sulle sfide delle migrazioni, con il contributo di esperti e rappresentanti dell’associazionismo.
In occasione del Seminario verrà presentato il 20° Dossier di approfondimento di Caritas Italiana, dal titolo “Generatori di risorse. L’economia sociale: un approccio per un nuovo welfare”: una riflessione sull’impatto della crisi economia e finanziaria sui sistemi tradizionali di welfare europei. La consapevolezza che le risposte classiche si sono rilevate inefficaci ci spingono a cercare con un nuovo sforzo “generativo” esperienze di welfare che hanno funzionato nonostante la crisi. L’economia sociale è una di queste.

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