Diocesi: mons. Depalma (amministratore apostolico Nola), “ho voluto mostrare il volto di una Chiesa accogliente”

“Non ho consegne né eredità, avverto solo l’urgenza interiore di comunicare pubblicamente la bellezza di questi 17 anni di cammino insieme: nella Sua infinita bontà, il Signore ha donato a me, servo inutile, incontri capaci di convertirmi, volti capaci di rendermi più umano, sfide che hanno messo alla prova la mia capacità di affidarmi docilmente e umilmente alla Sua volontà. Come Martino di Tours, che ricordiamo oggi nella liturgia, ho desiderato solo una cosa: dividere il mio mantello con ciascuno di voi, mostrare a tutti il volto di una Chiesa accogliente, misericordiosa e solidale, una Chiesa che non si trincera dietro le norme, che non teme il mondo, ma lo ama. È ciò che abbiamo provato a sognare e disegnare insieme nel Sinodo diocesano, profondo impegno collettivo nel quale sono confluiti le urgenze di stile e di contenuto di questa Chiesa locale”. Lo ha detto oggi monsignor Beniamino Depalma, vescovo uscente di Nola, in occasione dell’annuncio del nome del suo successore alla guida della diocesi. Depalma ha rivolto un pensiero ai presbiteri, ai religiosi e alle religiose, ai consacrati, ai diaconi, agli amministratori locali, ai laici e in particolare ai giovani ai quali ha chiesto di “continuare a credere in se stessi e di affrontare con realismo, determinazione e speranza gli ostacoli che si frappongono ai loro diritti e alle loro aspirazioni. Sarete voi a dire l’ultima parola sul senso della vostra vita! Il Signore vi assista e vi protegga”.

“La forza dello Spirito, attraverso la chiamata di Papa Francesco, e la tua disponibilità ti portano in questa bella e straordinaria chiesa di Nola: benedetto colui che viene nel nome del Signore! Riprendendo un’immagine cara all’epistolario di san Paolo, come nella corsa ti passo il testimone”, le parole rivolte da monsignor Depalma a Marino. “Ti presento – ha aggiunto l’amministratore apostolico di Nola – una comunità bella, ricca, piena di tante energie. Una famiglia in cui le diverse vocazioni -sacerdotale, laicale, religiosa – si aiutano reciprocamente per sostenersi nei cammini di fede e di testimonianza. Ce l’abbiamo messa tutta in questi anni, senza risparmiarci, sempre operosamente in cammino. Mentre imparerai a distinguere i volti, a conoscerne i nomi, a collocarne le vite sarai anche tu rapito, come lo sono stato io, dalla loro capacità di amare”.

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