Cardinale Versaldi: “le riflessioni di Papa Francesco indicano la direzione in cui la teologia può svilupparsi”

“Le riflessioni di Papa Francesco indicano la direzione in cui la teologia può svilupparsi e dare il suo specifico ed insostituibile apporto alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Abbiamo visto il suo invito alla teologia a non essere ‘da tavolino’, ma successivamente ben sappiamo come egli abbia ripreso un’altra immagine per apprezzare la ‘teologia che si fa in ginocchio’. Non si tratta ovviamente di semplice ‘posture’ fisiche da assumersi da parte del teologo, ma differenti mentalità che pervadono l’investigazione teologica”, ma “di approcci diversi nella ricerca della verità e della sua comunicazione, che le moderne scienze del linguaggio hanno evidenziato”. Lo ha detto stasera, a Napoli, il cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, nella prolusione per l’inauguazione dell’anno accademico della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale. La “teologia in ginocchio”, ha spiegato il porporato, è “attenta sia al significato da cercare con senso autocritico sia alla modalità di comunicazione con cura della capacità di comprensione dei destinatari”.

Attraverso un sano discernimento, “si devono sostituire i condizionamenti devianti con lo spirito che discende dalla stessa verità che si conosce”. Nel caso della teologia “ciò è addirittura essenziale, in quanto la conoscenza di Dio porta a scoprire che Egli è Amore (Deus caritas est) e, di conseguenza, non si può comunicare questa verità senza l’amore che la definisce. Un amore che di fronte alle debolezze umane non si ritira, ma diventa misericordia come prevalente e costante disposizione che è presente in ogni manifestazione divina, anche quella che passa attraverso la mediazione della Chiesa”. Infatti, “una enunciazione fredda e chiusa di verità di fede, anche se di contenuto ortodosso, non è adeguata a trasmettere il fuoco dell’amore di Dio agli uomini e facilmente si traduce in norme la cui osservanza è vincolante a prescindere dalle diverse situazioni concrete (morale casuistica). Mentre, quando la teologia diventa adeguata all’oggetto che studio (Dio-amore) allora da scienza si trasforma in sapienza”.

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