Bolivia: vescovi in assemblea, la famiglia “opportunità per la società”

La famiglia e la realtà sociale del Paese sono tra i principali problemi all’esame dei vescovi boliviani, riuniti da ieri in assemblea plenaria a Cochabamba. Nel suo saluto di apertura il presidente della Conferenza episcopale boliviana (Ceb), monsignor Ricardo Centellas Guzmán, arcivescovo di Potosí, ha fatto presente che “le famiglie non sono un problema, ma un’opportunità”. Ed ha esortato i cristiani a fare fronte con coraggio alle varie minacce contro la famiglia, citando tra l’altro l’ideologia di genere, il divorzio, il “machismo”, l’alcolismo. In tale contesto, “ogni cristiano e ogni persona di buona volontà è chiamata ad assumersi la responsabilità di affrontare le sfide culturali che stanno deteriorando la stabilità e la centralità della famiglia: il divorzio distrugge in modo permanente l’unità, l’alcolismo oscura e fa degenerare la razionalità: la bugia debilita e annulla il cammino di reciproca fiducia; il machismo provoca la violenza dentro le mura domestiche, arrivando all’estremo del femminicidio; l’ideologia di genere nega la differenza e la reciprocità naturale tra uomo e donna”. Durante i lavori dell’assemblea, monsignor Jesús Juárez, arcivescovo di Sucre, ha espresso preoccupazione per il razionamento dell’acqua in alcune località del Paese, deciso a causa della perdurante siccità. Padre José Fuentes, segretario generale aggiunto della Conferenza episcopale, ha inoltre invitato tutti i fedeli a partecipare alla messa di chiusura dell’Anno giubilare della Misericordia domenica prossima, 13 novembre, alle ore 19, nella cattedrale metropolitana di Cochabamba. L’assemblea plenaria si concluderà martedì 15 novembre.

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