Università Gregoriana: p. Gonçalves (rettore), la reciproca fecondità tra centro e periferie qui si realizza come “orizzonte della cattolicità”

“Viviamo in un mondo frantumato e minacciato nella sua stessa sopravvivenza. Però è in questo mondo che Dio è all’opera, è in questo mondo che lo dobbiamo scoprire ed è a questo mondo frantumato e minacciato che la Chiesa, quale ‘ospedale da campo’, è chiamata a portare un messaggio di salvezza e di speranza”. Lo ha affermato ieri pomeriggio il rettore della Pontificia Università Gregoriana, padre Nuno da Silva Gonçalves, nel corso della cerimonia di inaugurazione del 466° anno accademico della Gregoriana, tenutasi nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma. Nel suo discorso inaugurale, il rettore, in carica dallo scorso 1° settembre, si è soffermato sugli “atteggiamenti strategici” indispensabili alla vita universitaria, richiamando in primo piano la reciproca fecondità tra centro e periferie, cara a Papa Francesco, che alla Gregoriana – ha sottolineato – si realizza come “orizzonte della cattolicità”, un orizzonte “a portata di mano” attraverso la condivisione interculturale che si attua tra docenti e studenti. Inoltre, nella tradizione ignaziana della ricerca del “magis” e dell’eccellenza, “per noi – ha evidenziato Gonçalves – i processi d’insegnamento e apprendimento sono sempre processi di crescita per formare all’autonomia e alla capacità di discernimento. E questo lo consideriamo parte integrante della nostra missione”. Nell’occasione, il nuovo rettore ha voluto ringraziare il suo predecessore, padre François-Xavier Dumortier – “che ci ha ispirato con il suo esempio, la sua parola, la sua esigenza, la sua consapevolezza dei bisogni del mondo e della Chiesa” – e il preposito generale e vice gran cancelliere uscente, padre Adolfo Nicolás.

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