Migrazioni: Gentiloni (min. Esteri), “se non riusciamo a gestire fenomeno, Europa rischia crisi seria”

In Europa “non riusciamo ad accogliere i migranti perché manca completamente una disponibilità a politiche condivise. Se si consente l’idea che ogni Paese può alzare il suo muro, se si accetta questa logica, per la prima volta l’edificio europeo può essere davvero a rischio di crisi seria. Noi ci battiamo contro questa miopia. È nostro dovere farlo sul piano politico, culturale e della condivisione di valori umani, che dovrebbero essere fuori discussione”. Lo ha ribadito il ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni nel suo intervento al convegno della Cisl sui migranti in corso oggi a Roma. “Non sottovalutiamo il fatto che il vento nel nostro Paese non è diverso da quello che soffia in Europa – ha detto -. Abbiamo parlato molto di Ungheria e siamo anche piuttosto contenti del mancato quorum, ma non sono solo i Paesi ex comunisti ad avere le posizioni più rigide. Il famoso referendum in Gran Bretagna non si è giocato sulle condizioni dei rapporti con l’Ue ma perché qualcuno ha sfruttato la preoccupazione immigrazione, parlando di una ridicola invasione turca, in un Paese con 5 milioni di stranieri di cui 3 milioni e mezzo europei”. “E che dire del muro nell’autostrada di Calais? Che messaggio per il mondo?”, ha aggiunto, invitando di nuovo a “non sottovalutare la preoccupazione, la rabbia, l’angoscia che i fenomeni migratori producono in settori consistenti dell’opinione pubblica italiana” a causa “degli imprenditori della paura”. “Se riconosciamo il problema – ha affermato – saremo capaci di combatterlo. Se riconosciamo le preoccupazioni saremo capaci di isolare questi imprenditori della paura. Questo è il compito più difficile che attende le leadership politiche dei prossimi decenni. Perché la questione si affronta nel cuore di un Paese che tende a scaricare i suoi tantissimi problemi sui diversi, sugli immigrati”.

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