Migrazioni: Ambrosini (Univ. Milano), “non e’ vero che…tutti i falsi miti da sfatare”

Non è vero che in Europa l’immigrazione è in aumento drammatico, al contrario “è stabile”; non è vero che sono tutti musulmani “perché la maggioranza sono donne e cristiane”; non è vero che tutti i migranti arrivano via mare, “la maggior parte entra con visto turistico”, mentre gli scafisti “non sono la causa ma l’effetto della mancanza di canali sicuri e regolari per chiedere asilo”: sono alcune delle false rappresentazioni della realtà elencate oggi a Roma da Maurizio Ambrosini, docente di sociologia dei processi migratori all’Università di Milano, durante il convegno della Cisl sui migranti. “L’86% dei 65 milioni di rifugiati è accolto nei Paesi del terzo mondo – ha ricordato Ambrosini -. La Ue ne accoglie meno del 10%. In Libano ci sono 183 rifugiati ogni 1000 abitanti, in Italia 3 ogni 1000. Se guardiamo la proporzione con il numero di abitanti, vedere una Europa che chiede aiuto per un numero irrisorio di rifugiati è tra il dramma e la farsa”. Certo, ha aggiunto, “le domande della gente comune sono legittime: avremo un lavoro? Ci sarà sicurezza? Ci saranno valori condivisi? Ci sarà ancora il welfare. Il problema – ha precisato – sono le risposte, ossia il capro espiatorio: invece di prendersela con i lupi di Wall street, se la prendono con i rifugiati”. Ambrosini ha anche criticato la proposta europea di relocation (i ricollocamenti di chi arriva in Italia o Grecia in altri Paesi europei), che tra l’altro non funziona. “L’ideale è che le persone chiedano asilo dove pensano di poter costruire la loro vita – ha affermato -. Se un migrante ha parenti in Germania o Svezia perché lo si manda in Estonia o Lettonia? Capisco che la relocation sarebbe già un passo in avanti ma non dovrebbe essere l’obiettivo finale. L’obiettivo finale è il rispetto dei diritti umani e della volontà delle persone”.

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