Messico: la Chiesa chiede che vengano rivisti i tagli al sistema sanitario

“Notiamo con preoccupazione che i fondi pubblici destinati alla salute dei messicani sono scesi ogni anno; ogni volta vengono destinati meno finanziamenti per la corretta e necessaria concretizzazione di programmi prioritari di prevenzione e promozione della salute, così come di interventi medici”. A denunciarlo è la Commissione per la Pastorale della salute della Conferenza episcopale messicana, in una nota pubblicata sul sito della Cem. Il comunicato, firmato da monsignor Domingo Díaz Martínez, arcivescovo di Tulancingo e incaricato Cem per la Pastorale della salute, fa notare che tale situazione “si traduce, purtroppo, in minore attenzione alle donne incinte, in minor copertura per i vaccini di bambini e adulti, scarsa attenzione alla prevenzione e alla cura di diverse malattie che colpiscono la popolazione (come diabete, ipertensione, obesità, malattie infettive), carenza di medicinali negli ospedali”. Gli ulteriori tagli al bilancio sanitario causeranno, secondo la Chiesa messicana, una minore attenzione e monitoraggio verso malattie infettive come Dengue, Chikungunya, Zika, che corono così il rischio di diffondersi, soprattutto nelle zone interne del Paese: “Abbassare la guardia porta con sé il rischio di un incremento allarmante di persone contagiate”. Per questo motivo la Commissione ecclesiale rivolge un appello alle istituzioni preposte, in particolare alla Camera dei Deputati, perché venga salvaguardato il diritto alla salute nel Paese, tenendo conto che “è un diritto di tutti i messicani quello di accedere a un servizio sanitario degno, universale e di qualità”.

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