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Brexit: Scottish National Party paventa un nuovo referendum per l’indipendenza da Londra

È il primo passo verso un secondo referendum che potrebbe staccare per sempre la Scozia dal resto del Regno Unito. Nicola Sturgeon, la leader dello “Scottish National Party”, il partito nazionalista pro indipendenza e contro il Brexit, ha avviato, per la prossima settimana, un processo di consultazione sulla legge che potrebbe portare gli scozzesi alle urne una seconda volta. Indyref2, così è stato soprannominato questo ipotetico secondo referendum, rimane, però, per ora, soltanto una minaccia, un’arma nelle mani della Sturgeon che ha voluto avvertire la sua collega britannica, la premier Theresa May, che il referendum verrà indetto se prevarrà l’ipotesi di un “hard Brexit”, voluto dalla destra del partito Tory, con il quale la Gran Bretagna chiude al mercato unico europeo e alla Ue. “Per la Sturgeon, Indyref2 rappresenta un rischio grosso perché i sondaggi dicono che la maggior parte degli elettori voterebbero contro l’indipendenza, come è capitato nel 2014, se si andasse alle urne e, in questo caso, il partito independentista non avrebbe più ragione di essere”, spiega Ronnie Convery, portavoce dell’arcivescovo cattolico di Glasgow Philip Tartaglia. “D’altra parte due scozzesi su tre hanno votato contro il Brexit e, quindi, la Scozia vuole restare a far parte dell’Unione europea. La via d’uscita sarebbe un “Brexit soft” col quale gli scozzesi possano mantenere i vantaggi di appartenere al mercato unico europeo”.

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