Lotta alla malaria: la svolta è vicina anche per l’Africa

“Siamo a una svolta”. Le parole con cui Margaret Chan, direttrice dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms – Who), ha scelto di introdurre il rapporto 2015 sulla lotta alla malaria sono confermate dai numeri degli ultimi 15 anni: a livello globale, i casi di questa malattia, trasmessa dalla zanzara anofele, sono calati del 37% e quelli mortali scesi sotto la soglia simbolica del mezzo milione (sono state registrate 438.000 vittime). “Un dato atteso, ma ugualmente impressionante”, concorda il dottor Vinicio Manfrin, infettivologo che collabora con l’organizzazione non governativa italiana Cuamm – Medici con l’Africa, attiva in sette Paesi del continente. Proprio l’Africa è il terreno su cui intervenire resta più urgente (il 90% di tutti i decessi per malaria si verifica a sud del Sahara) ma anche quello dove i cambiamenti sono stati più impressionanti: i casi della malattia infatti sono calati più della media (-42%) e quelli mortali si sono ridotti addirittura di due terzi. Zanzariere, nuovi test e farmaci innovativi le chiavi del successo, che, spiega Manfrin, ha conseguenze anche a livello economico e sulle categorie deboli come mamme (più a rischio, se malate, di non terminare la gravidanza regolarmente) e bambini (in cui la malaria incide sullo sviluppo fisico e intellettuale).

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