Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “dobbiamo liberarci dall’indifferenza”

“Oggi preghiamo per il dono della pace. Non è affatto scontata. Anzi. Quanto dolore, quanta morte. Non possiamo mai abituarci a questo! Dobbiamo imparare a piangere! Parlare di ‘terza guerra mondiale a pezzi’ ci aiuta a comprendere la tragedia che è ogni guerra e a sentirla nostra”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, in occasione della solennità di Maria Santissima Madre di Dio. “Ogni guerra non è mai piccola, limitata e quindi innocua, ma mondiale”, ha proseguito il presule, per il quale “a questo, purtroppo, ci crediamo poco”. “Quest’anno – ha aggiunto – Papa Francesco ci invita a riflettere sull’indifferenza”, che “è complice del male”. “Non avere fatto niente pensiamo ci giustifica”, ha osservato mons. Zuppi, “invece è esattamente il problema, il male che non vediamo e pensiamo così che non lo abbiamo fatto. Su questo siamo e saremo giudicati”. “Dobbiamo liberarci dall’indifferenza”, ha ammonito il presule, altrimenti “finiamo come storditi quando ci fissiamo sul nostro ‘io'”. “Se non ci avviciniamo all’uomo mezzo morto – ha aggiunto – non troveremo mai il nostro prossimo. Non è un problema di coraggio, ma di amore”. Non è neanche “un problema di capacità” ma “di cuore”. E “solo questo ci rende uomini, capaci di difendere la casa comune dove io e noi viviamo”. “Ognuno può fare tanto”, ha aggiunto, evidenziando come “un uomo di pace, uno solo, inizia a cambiare tutto il mondo! Io posso disinquinare il mondo dall’intossicazione della violenza”. Per mons. Zuppi “soprattutto la preghiera ‘fa’ la pace”, perché “è la prima ribellione alla logica della guerra e si unisce al grido di dolore che non può aspettare”.

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