Cardinale Scola: “decisivo l’impegno personale e delle nazioni perché la pace vinca guerra e ogni terrorismo”

“Se la misericordia è il cuore di Dio, deve diventare il cuore di tutti gli uomini. Evitiamo l’equivoco di pensarci fautori della pace senza essere donne e uomini di pace”. È quanto ha affermato ieri l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, durante la Messa dell’ottava del Natale a cui erano presenti gli esponenti religiosi del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano. “Disponiamoci alla conversione cui ci richiama il Giubileo straordinario”, ha proseguito il presule, per il quale “la misericordia con cui il Padre continua a circondare da ogni parte il nostro male personale e quello del mondo non ha ancora fatto breccia nel cuore degli uomini. Anzitutto in me, in te, in noi tutti, nell’umana famiglia”. Nella Giornata mondiale per la pace, il card. Scola ha sottolineato che “perseguire la pace richiede il coinvolgimento di ciascun cittadino e, nello stesso tempo, delle nazioni e dei popoli”. “Il nostro impegno per la pace in tutte le sue espressioni – dal bisogno di giustizia nelle relazioni (con Dio, con gli altri, con il creato, con noi stessi), al gemito che si alza dalle moltitudini degli esclusi dalla cultura dello scarto, fino al grido straziante delle vittime delle guerre e del terrorismo e al martirio dei fratelli cristiani – incomincia fissando lo sguardo su Colui che è la nostra pace”, ha aggiunto l’arcivescovo, ricordando che “il Dio della pace ci riempie di speranza affidabile e rende ancor più decisivo l’impegno personale, quello delle nazioni e quello dei potenti di questo mondo perché la pace vinca ogni guerra, ogni conflitto, ogni terrorismo, ogni personale contraddizione”. “All’inizio d’anno chiediamo questo dono, da buoni milanesi e ospiti, alla Madonnina”, ha concluso.

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