Belgio: critiche a mons. De Kesel su diritto ospedali cattolici di dire “no” a eutanasia e aborto

Card. Jozef De Kesel

“Una tempesta in un bicchiere d’acqua”. Così l’agenzia della Conferenza episcopale belga, info.catho.be definisce il “processo alle intenzioni” che alcuni media hanno fatto nei confronti del nuovo arcivescovo di Malines-Bruxelles monsignor Jozef De Kesel. In un’intervista a fine anno al quotidiano in lingua fiamminga “Het Belang van Limburg”, l’arcivescovo aveva affermato che gli ospedali cattolici hanno il diritto di rifiutare di praticare l’aborto e l’eutanasia. “Posso comprendere – spiegava monsignor De Kesel sulle pagine del giornale – che chi ha uno stile di vita laico, non prova alcun problema al riguardo. Ma dal punto di vista della mia fede, non è così evidente e direi ancora di più : ritengo che a livello istituzionale, abbiamo il diritto di decidere di non praticare eutanasia e aborto. Penso in modo particolare agli ospedali cattolici “. Nelle Fiandre, la dichiarazione dell’arcivescovo De Kesel ha suscitato una vivace discussione. Il presidente della Commissione “eutanasia”, il dottore Wim Distelmans trova “strano” che “mons. De Kesel ritenga che gli ospedali hanno il diritto di adottare comportamenti a seconda del proprio punto di vista morale, quando sono delle istituzioni pubbliche”. Al tg della Rtbf, il giornalista ha ironicamente affermato che “il nuovo leader dell’arcidiocesi non è poi così differente al suo predecessore come si sarebbe potuto credere”. Sulla vicenda sono anche intervenuti i politici. Alcuni hanno parlato di “passo falso”. Altri hanno detto che “gli Istituti cattolici vivono di sussidi e, pertanto, devono seguire la legge”.
L’Agenzia cattolica in lingua fiamminga “Kerknet” sostiene che gli ospedali cattolici non sono tenuti ad assicurare ai pazienti il diritto all’eutanasia e ricorda che a pagina 178 del Rapporto parlamentare relativo al progetto di legge sull’eutanasia si afferma testualmente che “gli Istituti di cura, dopo l’entrata in vigore della legge, avranno la possibilità di rifiutare di collaborare alla pratica dell’eutanasia e potranno pertanto scegliere di non praticare l’eutanasia per ragioni di principio”. Da parte sua, padre Tommy Scholtès, portavoce dei vescovi belgi, ricorda che “anche se gli Istituti cattolici non permettono l’eutanasia, essi rispettano pienamente la legge”. E Kerknet aggiunge : “La legge non crea un diritto fondamentale all’eutanasia. Si limita a depenalizzarla e a permettere ai medici di effettuarla con condizioni legali”.

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