QUARESIMA: P. CANTALAMESSA, "FARE PERNO SULL’AMORE PER SPIEGARE LA TRINITÀ" (3)

"L’amore è, per se stesso, comunione e relazione; non esiste amore meno che tra due o più persone. Ogni amore è il movimento di un essere verso un altro essere, accompagnato dal desiderio di unione. Tra le creature umane, questa unione rimane sempre incompleta e transitoria, anche negli amori più ardenti; solo tra le persone divine l’unione si realizza in modo così totale da fare dei Tre, eternamente, un solo Dio. Questo è un linguaggio che anche l’uomo d’oggi è in grado di capire", ha osservato padre Cantalamessa. "Sant’Agostino – ha aggiunto – ci suggerisce il modo migliore per concludere questa ricostruzione delle due vie di approccio al mistero della Santissima Trinità. Quando si vuole attraversare un braccio di mare, dice, la cosa più importante non è starsene sulla riva e aguzzare la vista per vedere cosa c’è sulla sponda opposta, ma è salire sulla barca che porta a quella riva". Così per noi "la cosa più importante" è "rimanere nella fede della Chiesa che è la barca che porta ad essa. Noi non possiamo abbracciare l’oceano, ma possiamo entrare in esso"; dunque, "non possiamo abbracciare il mistero della Trinità con la nostra mente, possiamo però fare qualcosa di più bello ancora, entrare in esso!". E ha concluso: "C’è un punto in ci troviamo uniti e concordi, senza più alcuna differenziazione tra Oriente e Occidente, ed è il dovere e il bisogno di adorare la Trinità".” “

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