CCEE: EVA GREY SU OBIEZIONE DI COSCIENZA NEL CAMPO SANITARIO

(Sir Europa – Bratislava) – "Non tutti gli operatori sanitari in Slovacchia possono esercitare l’obiezione di coscienza per opporsi a pratiche in contrasto con la propria coscienza. In particolare, gli infermieri, gli assistenti sanitari e i farmacisti si sentono obbligati a seguire gli ordini dei propri superiori anche quando questi ordini sono in netto contrasto con i propri principi morali", spiega la prof. Eva Grey dell’Università della Sanità e dell’assistenza sociale "Santa Elisabetta" in Slovacchia, tra i relatori dell’incontro dei consulenti giuridici, promosso dal Ccee che si conclude oggi a Bratislava. Nel suo intervento l’esperta ha affrontato l’argomento dell’obiezione di coscienza in medicina che, secondo il Codice etico degli operatori sanitari slovacco, permette agli operatori sanitari di rifiutarsi di eseguire o partecipare a pratiche in contrasto con la propria coscienza, in particolare pratiche quali l’interruzione volontaria di gravidanza, la prescrizione di contraccettivi o la manipolazione di embrioni umani. Come la professoressa Eva Grey dichiarato al Sir, la teoria è, in molti casi, diversa dalla pratica: "La libertà di coscienza dovrebbe essere rispettata nel settore sanitario e bisognerebbe garantire assistenza giuridica e pratica a coloro che sono perseguitati nell’esercizio di un loro diritto fondamentale". ” “

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