PEDOFILIA: REPORT METER, IL VERO PERICOLO È IL "DEEP WEB"

Un nuovo fenomeno è l’avere sempre a disposizione i propri dati potendoli scaricare ovunque attraverso smartphone e tablet. La pedopornografia, si legge nel Report Meter 2014, è condivisa attraverso gli archivi telematici di singoli utenti, con Dropbox, iCloud e Box.com. Meter ha infatti monitorato e denunciato 353 archivi Dropbox (5.496 foto e 2.975 video), 36 iCloud (1.348 foto e 3.873 video), 3 Box.com (6.676 foto e 1.336 video). Il vero rischio su Internet, denuncia tuttavia l’associazione, è rappresentato dal "deep web", una serie di domini entro altri domini che porta a nascondere tutto e renderlo quasi irrintracciabile. "Ad oggi – si legge nel Report – le indagini sono molto complicate, al punto che le polizie non riescono ad agire con la prontezza richiesta e molto spesso si disperde il lavoro effettuato da Meter". In un anno, prosegue il report, le segnalazioni sui social network sono diminuite. Se nel 2013 Facebook era in testa alla classifica con 570 segnalazioni e Vkontakte 463, il 2014 ha visto 63 segnalazioni per Linkbugs (nemmeno in classifica nel 2013), 34 per Vkontakte (che resta al secondo posto) e 32 per Facebook che scende al terzo posto. Salgono Blogspot e Google (20 segnalazioni). Al Femminile passa da 1 a 5, Ask entra in classifica con 4, Youtube scende da 7 a 1, e Twitter da 6 a 1. Quattro i tipi di pedofili: il seduttore, l’introverso, il voyeur e il sadico, spesso in apparenza "persona comune". (segue)

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