CCEE: SLOVACCHIA, QUESTIONE ACCORDO CON S. SEDE SU OBIEZIONE DI COSCIENZA ANCORA APERTA

(Sir Europa – Bratislava) – L’obiezione di coscienza è uno dei principali argomenti di discussione nell’agenda dell’incontro dei consulenti giuridici organizzato dal Ccee fino al 6 marzo a Bratislava. Martin Kramara, portavoce della Conferenza episcopale slovacca, sottolinea al Sir l’importanza di questo argomento "in relazione al fatto che rimane ancora aperto il dibattito sull’attuazione giuridica dell’obiezione di coscienza" nella vita della società slovacca. "L’accordo di base tra la Santa Sede e la Repubblica Slovacca menziona l’obiezione di coscienza, ma manca ancora l’accordo parziale che dovrebbe concretizzare e precisare il contenuto dell’obiezione di coscienza e le forme della sua entrata in vigore nell’ordinamento giuridico del nostro Paese", spiega Kramara, aggiungendo che la Slovacchia si è impegnata ad accettare questo accordo parziale, ma questi obblighi non sono ancora diventati realtà. "L’adempimento di tali obblighi, naturalmente, richiede un impegno responsabile e la collaborazione degli esperti in materia giuridica". L’accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Slovacca, ratificato nel 2000, presupponeva la firma di quattro accordi parziali. Due di essi – sull’obiezione di coscienza e i finanziamenti alla Chiesa cattolica in Slovacchia – non sono ancora stati adottati. ” “” “

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