ECONOMIA: EUROSTAT, COSTO MANO D’OPERA, BULGARIA ULTIMA IN EUROPA, DANIMARCA PRIMA

(Sir Europa – Bruxelles) – Meno di 4 euro all’ora in Bulgaria, oltre 40 euro, ossia dieci volte tanto, in Danimarca. Il costo orario lordo del lavoro divide l’Europa, segna le distanze tra i sistemi produttivi e le realtà sociali, crea squilibri profondi nel mercato unico, rischia di accrescere il dumping sociale. Lo rileva un’indagine pubblicata oggi da Eurostat, che ha calcolato il costo orario lordo (comprensivo dunque dei costi salariali e degli oneri fiscali, sociali, previdenziali) nei 28 Paesi Ue. La Bulgaria mostra in questo senso il livello minore di costo orario, con 3,8 euro lordi l’ora, cui seguono Romania (4,6), Lituania (6,5), (Lettonia 6,6). Il dato medio dell’Ue28 (tutti i risultati riguardano il 2014) si colloca a 24,6 euro, mentre si eleva a 29,2 nell’Eurozona. I costi sono calcolati nell’intera economia nazionale, esclusi il settore agricolo e la pubblica amministrazione. Sul fronte opposto – ossia con i costi orari maggiori – si collocano appunto la Danimarca, con 40,3 euro lordi l’ora, il Belgio (39,1), la Svezia (37,4), il Lussemburgo (35,9). Tra le maggiori economie, la Germania è a 31,4 euro l’ora, la Francia a 34,6, il Regno Unito a 22,3, l’Italia a 28,3, la Spagna a 21,3, la Polonia a 8,4.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy