VESCOVI CALABRIA: "STUPORE" E "AMAREZZA" PER DICHIARAZIONI DI FRANCO ROBERTI (2)” “

I vescovi calabresi ricordano la Lettera pastorale del 1948 dei vescovi meridionali, cui seguì il 30 novembre 1975 una lettera dei Vescovi calabresi dal titolo "L’episcopato Calabro contro la mafia, disonorante piaga della società" e la recente Nota pastorale della Chiesa calabrese sulla "ndrangheta" intitolata "Testimoniare la verità del vangelo" nella quale si legge che "non sono mancate irresponsabili connivenze di pochi, nonché silenzi omertosi: e di questo i credenti sanno e vogliono chiedere perdono. Ma accanto alla gramigna, silenziosamente cresce il campo del bene che si distingue, senza mezzi termini, per la sua luminosità e la sua coerenza". "Noi – spiegano i vescovi calabresi- crediamo che per sconfiggere il male ciascuno deve fare il proprio dovere, fino in fondo. Siamo convinti che alla Chiesa si debba chiedere di essere Chiesa, nello spirito e nell’insegnamento del Vangelo e non altro. Ce lo insegna il Beato Puglisi, figura straordinariamente semplice che combatteva le cosche da prete: innanzitutto con la coerenza della vita e poi amministrando i sacramenti, strappando i giovani alla strada, spingendo e stimolando le istituzioni ad essere presenti, sempre e comunque. Cosa che fanno silenziosamente, ogni giorno, tanti sacerdoti e laici nelle parrocchie che in alcuni casi sono l’unico presidio sociale nel territorio". (segue)” “

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