CHIESA E SECOLARIZZAZIONE: TAYLOR (FILOSOFO), UNIRE I CREDENTI CON "ORIENTAMENTI DIVERSI"

"Viviamo in un tempo di grandi cambiamenti e dobbiamo cercare e di capire che cosa stia accadendo": per questo occorre "lavorare insieme ad una comprensione ‘filosofica, psicologica, sociologica, biologica’". A questo orizzonte si aggiunge quello dei giovani, sempre più numerosi, "in cerca di senso e di speranza". Sono le coordinate tracciate questa mattina da Charles Taylor, filosofo di fama internazionale (McGill University) e autore di "A Secular Age" (2007), intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale "Renewing the Church in a Secular Age: holistic dialogue and kenotic vision", organizzato dal Council for Research in Values and Philosophy e dalla Pontificia Università Gregoriana, sotto l’alto patronato del Pontificio Consiglio della cultura (Università Gregoriana, 4 – 5 marzo), e dell’evento del “Cortile dei gentili” “La piazza e il tempio”, in programma il 6 marzo (Centro studi americani). La modernizzazione non porta al declino religioso, "bensì alla moltiplicazione plurale del modo in cui crediamo; dobbiamo cercare di comprenderci gli uni gli altri", il monito di Taylor, secondo il quale la grande sfida della Chiesa "è unire sotto la stessa unione sacramentale" i credenti caratterizzati da "orientamenti diversi": chi "accoglie volentieri la libertà, l’apertura e il confronto" e chi invece "rimpiange la fine di una società cristiana integrata". ” “

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