MONSIGNOR GALANTINO: AD ASSISI, "CHIAMATI A CONTINUARE A RIFLETTERE SULL’UOMO"

"Avvertiamo a pelle come davanti agli scenari resi possibili dalla scienza e dalla tecnologia, il nostro compito non possa essere né quello di lanciare allarmi né quello di alzare barricate ideologiche: siamo chiamati, invece, a continuare a riflettere sull’uomo, tenendo conto della luce diversa – e, per molti aspetti, inedita – nella quale si va collocando il rapporto tra la persona umana e il suo corpo, tra la persona umana e il mondo in cui è inserita". Lo ha detto, oggi pomeriggio, il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenendo ad Assisi sul tema "Umano-disumano-postumano. Quale umanesimo per il nostro tempo?", al convegno promosso dalla Commissione regionale per l’educazione, la scuola e l’Università (Cresu) della Conferenza episcopale umbra (Ceu). "Ci è chiesto, in particolare, di far emergere il contributo qualificante che, anche in questo contesto, il Cristianesimo può e deve assicurare alla crescita della persona e della società", ha sottolineato il presule. Di quale umanesimo, dunque, intendiamo essere portatori e interpreti? Un aiuto, ha evidenziato monsignor Galantino, viene dalla Traccia per il 5° Convegno ecclesiale nazionale di Firenze. Il testo "declina l’umanesimo innanzitutto con forma dell’ascolto del vissuto; un ascolto capace di riconoscere la positività dell’umano ‘in atto’, senza ignorarne i limiti". (segue)

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