MONSIGNOR GALANTINO: AD ASSISI, "CHIAMATI A CONTINUARE A RIFLETTERE SULL’UOMO" (2)

Una seconda caratteristica a cui rimanda un tale umanesimo è "la concretezza" di chi "getta semi di speranza". Per forza di cose "un tale umanesimo sarà plurale, come plurale è la vita". La differenza "non impedisce, però, di coglierne l’unità profonda, il legame che costituisce le persone nell’unica famiglia umana, all’interno della quale ciascuno in qualche maniera è custode del fratello e della sua crescita integrale, come uomo e come credente". Infine, "il ‘nostro’ umanesimo si caratterizza per la sua dimensione trascendente". Di qui l’importanza di "offrire luoghi" che "possano nutrire lo spirito, liberando la vita quotidiana dall’affanno sterile e restituendo l’uomo a una vita interiore che è via indispensabile per un’esistenza compiuta". Dunque, "ascolto e concretezza, plurale e integrale, trascendenza e interiorità: in definitiva, si tratta di perseguire insieme – ossia in dialogo con tutti, anche con chi è portatore di una diversa sensibilità e impostazione culturale – ‘un umanesimo incentrato sul rispetto della dignità della persona umana’". Secondo monsignor Galantino, "da una parte sentiamo che la fede interpella continuamente la nostra vita sia personale che comunitaria per una verifica della bontà della strada che stiamo percorrendo; dall’altra, ci fa avvertire che, se crediamo che l’incontro con Gesù Cristo realizza in pienezza tutti gli aspetti dell’umano, non possiamo che porci in cammino con tutti".

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