FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA: SEQUESTRO BENI, "MASSIMA COLLABORAZIONE ALLE INDAGINI"

"Massima collaborazione alle indagini" e un ringraziamento all’Autorità giudiziaria e alla Guardia di Finanza di Avellino "per la brillante operazione grazie alla quale i beni riferiti all’Istituto potranno essere ricondotti all’uso cui sono destinati: l’assistenza spirituale, le attività caritative e quelle missionarie". A esprimerla sono i Frati francescani dell’Immacolata, istituto religioso che si rifà alle Fonti francescane e san Massimiliano Maria Kolbe, dopo il sequestro preventivo di beni immobili e mobili per un valore di oltre 30 milioni di euro. L’ipotesi è di truffa aggravata e falso ideologico a opera di laici che, con "condotte fraudolente" – così recita il comunicato della Procura campana – avrebbero sottratto le associazioni "Missione dell’Immacolata" e "Missione del Cuore Immacolato" a "ogni forma di controllo da parte dell’ordine religioso" di cui costituiscono espressione. "Il patrimonio sequestrato sarebbe stato gestito da persone vicine a padre Manelli (il fondatore dell’ordine, ndr), che ne avevano ottenuto il controllo" sfruttando la sua estromissione dalla guida dell’istituto al momento del commissariamento dell’ordine da parte della Santa Sede. "La quantità e l’identità dei beni sequestrati – riconoscono i frati – ci era in gran parte sconosciuta, il che conferma i dubbi sulla trasparenza della loro gestione". I frati rassicurano quindi i benefattori "che quanto da essi donato ritroverà la destinazione che li ha motivati".” “

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