TERRORISMO: GUOLO (SOCIOLOGO), LE COMUNITÀ MUSULMANE OPERINO UNA "BATTAGLIA CULTURALE"

"Non ci possiamo meravigliare" che anche in Italia si trovino terroristi legati all’Is. Lo rileva, in un’intervista al Sir (clicca qui), il sociologo Renzo Guolo, all’indomani dell’arresto, da parte della procura di Brescia, di due albanesi e un italiano di origine marocchina, accusati di reclutamento con finalità di terrorismo e apologia di delitti di terrorismo. "Il jihadismo – come si è visto – è un fenomeno diffuso anche in Europa. Riguarda frange certamente minoritarie, ma quelle tendenze ideologiche che si riscontrano all’interno del variegato mondo islamico ci sono anche in Italia", sottolinea Guolo. "Marginalità o storie di delinquenza locale" possono essere terreno di coltura per l’estremismo, ma a suo avviso sono "principalmente la capacità attrattiva e la dimensione ideologica del jihadismo a generare questa scelta". E la reazione, prima ancora delle azioni investigative, "deve venire essenzialmente dalle comunità musulmane in Europa. Tutti i fenomeni di devianza terroristica di una certa consistenza – sottolinea – si possono battere solo quando trovano una reazione interna, soprattutto da parte di ambienti che possiedono i giusti codici simbolici. Devono perciò essere le stesse comunità musulmane a sviluppare una battaglia culturale che delegittimi qualsiasi interpretazione deviante della religione".

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