SENEGAL: IL PRESIDENTE "TAGLIA" IL SUO POTERE, "L’AFRICA PUÒ DARE L’ESEMPIO"

"Avete mai visto un presidente africano offrirsi di abbreviare il suo mandato? Bene, io lo farò". Parola di Macky Sall, presidente del Senegal: saranno i cittadini, con un referendum, a decidere se modificare la Costituzione per riportare da sette a cinque anni la durata della carica del Capo dello Stato, anticipando al 2017 le elezioni previste per il 2019 (clicca qui). Sall ha dichiarato di voler dimostrare così che anche l’Africa "può dare l’esempio" in politica e la stampa ha avuto solo elogi per la sua scelta. Il "Washington Post" ha candidato il Capo di Stato senegalese al "premio Mo Ibrahim", assegnato ai leader africani che sanno lasciare democraticamente il potere. "I politici africani devono imparare da Macky Sall", ha scritto invece "Modern Ghana", mentre il settimanale "Mail and Guardian" lo ha paragonato addirittura a Nelson Mandela. Ma la battaglia che Sall ha voluto far propria è anche quella di molte Conferenze episcopali sul continente, che hanno chiesto (come in Burundi e Repubblica Democratica del Congo) ai presidenti in carica di rinunciare a correre per un terzo, incostituzionale mandato. O che, come i vescovi eritrei, hanno denunciato gli abusi di un regime che, dal 1993, non ha mai convocato elezioni.

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