GRANDE GUERRA: ARMANDO (ARCHIVIO SEGR. VATICANO), PERMISE A S. SEDE DI USCIRE DA ISOLAMENTO

Durante la prima guerra mondiale, "il governo italiano era fortemente contrario a ogni attività mediatrice della Santa Sede, ma l’Italia non diede alcuna assistenza ai suoi oltre 300mila prigionieri di guerra, problema che la Santa Sede e la Croce Rossa internazionale tentarono in parte di risolvere". Lo afferma Gianfranco Armando (Archivio segreto vaticano), alla presentazione, questa sera a Roma, del volume "Colaborar en el terreno de la caridad" di María Eugenia Ossandón (ed. Santa Croce). "La grande guerra permise così alla Santa Sede di uscire dal suo isolamento diplomatico – precisa Armando -. Attraverso i contatti con la Croce Rossa internazionale e con le parti in conflitto, la Santa Sede riuscì a instaurare per morivi umanitari anche con nazioni allora ‘non aperte’, relazioni diplomatiche impensabili prima dello scoppio del conflitto". Nel ribadire la situazione di abbandono in cui furono lasciati dal governo i prigionieri di guerra italiani, Massimiliano Valente (Università europea di Roma) ha evidenziato l’attività dell’ufficio denominato ‘L’Opera dei prigionieri’: "una rete di assistenza creata dal Vaticano che partendo dal centro si è sviluppata attraverso la rete delle gerarchie cattoliche di diversi Paesi".(segue)” ” ” “” “” “

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