CARDINALE ORTEGA: A CUBA “UNA CHIESA MOLTO COMPRENSIVA”

“La Chiesa a Cuba, in generale, ha accolto la donna single, l’omosessuale, il sincretista, il comunista, l’ateo anche nei momenti difficili, quando alcune persone venivano trattate duramente dalle strutture sociali, la Chiesa è stata – diciamo – tollerante e accogliente nel senso buono del termine, valutando sempre con misericordia”. Lo ha detto il cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, 78 anni, arcivescovo dell’Avana dal 1981, in una lunga intervista alla rivista dell’arcidiocesi “Palabra nueva”, riportata da “L’Osservatore Romano”, in distribuzione oggi pomeriggio. “La Chiesa a Cuba ha cercato di essere molto comprensiva in generale – ha precisato -. A volte, qualche sacerdote che viene dall’estero presenta una certa rigidità, cosa che un sacerdote cubano non ha”. A questo proposito ha raccontato alcuni episodi relativi alle richieste di battesimo. “Non possiamo chiedere troppo a una persona che viene a battezzare un bambino. Abbiamo sacerdoti che non hanno voluto battezzare un bambino perché non era di quel quartiere o di quella zona parrocchiale. Non può essere così, perché la persona sente di esser di fronte a un organismo totalmente burocratico e non di fronte a una comunità di fede”. Il card. Ortega ha ricordato “le rimostranze di una signora che mi ha detto: ‘Ho passato tre notti in fila per comprare un materasso a mio figlio, poi arrivo qui e mi chiedono mille cose per poterlo battezzare. Anche la Chiesa ci renderà la vita impossibile?'”.” “

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