SIRIA: AIBI, "UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE A BINNISH" (2)

Stando a quanto riferiscono i responsabili del locale Centro medico islamico, prosegue Aibi, "ci sarebbero diverse decine d’intossicati, per lo più donne e bambini. Tutti i casi sono stati documentati". Questi avvenimenti non hanno compromesso, per ora, la capacità d’azione sul campo di Aibi; lo staff locale di Syrian Children Relief, che adotta le misure di sicurezza del caso, sarebbe in sicurezza. La situazione, tuttavia, è molto tesa e delicata. L’area è notoriamente soggetta a bombardamenti frequenti, ma non si erano mai verificati prima eventi di tale portata; il personale medico, impreparato ad affrontare un’emergenza di questo tipo, è stato costretto a ricorrere all’utilizzo di maschere antincendio. La frustrazione è "tanto più grande", se si considera che l’obiettivo di Aibi è "aiutare le famiglie siriane a rimanere nel proprio Paese, mettendole in condizioni di accedere a quei beni o servizi essenziali che sono loro preclusi a causa della guerra". Perciò, "Aibi si unisce dunque a quanti denunciano l’utilizzo di armi chimiche in Siria e condanna fermamente gli attacchi indiscriminati in corso nella zona a nord di Idlib, che non hanno altro effetto se non quello di terrorizzare la popolazione e colpire i più deboli e indifesi, come donne, anziani e bambini, oltre a complicare gli interventi di assistenza umanitaria".” “

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy