EVANGELIUM VITAE: MONS. COZZOLI, "CULTURA DELLA VITA" CONTRO "CULTURA DELLA MORTE"

"Adoperarsi efficacemente per la vita è adoperarsi per una ‘cultura della vita’ che contrasta e sovrasta la ‘cultura della morte’". Ne è convinto monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense e consultore del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari. Intervenuto, in Vaticano, all’odierna Giornata di studio sull’"Evangelium Vitae", mons. Cozzoli ha spiegato che già Giovanni Paolo II aveva individuato come radici della "cultura di morte" "l’offuscamento del valore della vita, un’idea perversa di libertà, e l’eclissi del senso di Dio e dell’uomo" sottolineando la "portata" socio-culturale della questione etica e della bioetica. Per il teologo, le responsabilità etiche "a tutela e promozione della vita" abbracciano "la vita pubblica". Il vangelo della vita suscita e sostiene una "responsabilità globale" che "travalica gli ambiti individuali, strettamente intersoggettivi ed ecclesiali, e si apre alla società, alla politica, alla cultura". Non si tratta semplicemente di "sensibilizzare e formare le coscienze personali". Occorre incidere sui "processi di formazione dell’ethos": di quella "coscienza sociale" che "come un habitat pervade e influenza le coscienze dei singoli". Un compito, ha concluso, "esigito, oggi più che mai, dalla verità della vita, e di cui si fa voce profetica l’enciclica". ” “

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