EVANGELIUM VITAE: DON COLUCCIA (ACOS), FORMAZIONE INFERMIERE METTA "AL CENTRO L’UOMO"

"La professionalità appartiene alla responsabilità morale; essa non sarà mai una conoscenza tecnico-scientifica fine a se stessa", ma deve mettere "al centro l’uomo". Ne è convinto don Francesco Coluccia, assistente ecclesiastico nazionale Associazione cattolica operatori sanitari (Acos), intervenuto alla Giornata di studio sulla Lettera enciclica "Evangelium Vitae" nel 20° della sua pubblicazione. Don Coluccia si è soffermato sugli aspetti spirituali, morali e pastorali della formazione dell’infermiere alla luce dell’enciclica, "non completamente recepita, ma attuale e innovativa". Secondo il sacerdote il piano di studi dovrebbe contemplare "l’insegnamento di una bioetica personalista". "Chi in questi anni ha agito con coraggio e determinazione promuovendo l’uomo e tutto l’uomo è stato preda di giudizi anacronistici e settari, pur dimostrando scientificamente la verità della vita". Per quanto riguarda l’obiezione di coscienza, don Coluccia ha osservato che occorre ancora impegnarsi perché essa venga pienamente garantita: lo dimostrano "le condanne inflitte ad infermieri e operatori sanitari obiettori". ” “

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