FUNERALE FRANCESCO CALDARA: MONS. BRAMBILLA (NOVARA), "UNO DI NOI"

"Francesco era uno di noi, anzi è uno di noi, uno come noi. Forse ognuno di noi poteva essere là, come lui". Monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, ricorda Francesco Caldara, il pensionato novarese rimasto ucciso nell’attentato di Tunisi, nell’omelia del funerale celebrato oggi in cattedrale. "Un uomo che ha guidato tutta la vita bus, ha perso la vita proprio su un pullman, per la mano sconsiderata di fanatici che follemente hanno sequestrato il nome di Dio". "Anche noi siamo Francesco. Egli è uno della nostra città, uno di noi, un lavoratore semplice, buono e generoso", un "seme buono, caduto nella terra buona, che porta molto frutto". "Gli uomini – il monito del presule – possono sequestrare anche il nome di Dio, abusarne, farne un idolo, così come possano usare un’ideologia, un interesse proprio per uccidere, per vincere sull’altro, invece di convincere l’altro con la forza delle proprie parole e dei propri gesti gratuiti". "La morte di Francesco ricorda alla nostra città" che "la vita di un popolo, di una città, delle nazioni, si fonda su un’alleanza, su un patto, su una legge, che va scritta nel cuore, che non bisogna scrivere solo sulla pietra (o sulla carta), perché così indurisce anche il nostro cuore come la pietra. Va scritta nelle relazioni, nell’amicizia, nella pace, nella fraternità, nella libertà".” “

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