CARDINALE SCOLA: "LA GRATITUDINE RENDE LA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA"

Con la risurrezione di Lazzaro, che la liturgia ambrosiana propone ogni anno nella quinta Domenica di Quaresima, Gesù, ha sottolineato nella sua riflessione il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, "fa una cosa umanamente impossibile: ridona la vita a un morto". "Anche se poco prima Marta aveva professato piena fede in Gesù, di fronte alla sua richiesta di rimuovere la pietra dal sepolcro, torna inesorabile la grande obiezione: ciò che è morto, è morto. Punto e basta", ha osservato il porporato. Proprio a partire da questa obiezione "Gesù vuol mostrare Chi è suo Padre: il Signore della vita, colui che fa esistere ogni cosa e tutta la famiglia umana". Infatti, "Dio è il Padre della vita, Colui che ci immette e ci mantiene nell’essere. Ci apre la strada della felicità non solo nell’al di là, ma, in modo iniziale, fin da quaggiù". Alla domanda: "Cosa rende la vita degna di essere vissuta?". Secondo il cardinale, "possiamo rispondere: la gratitudine. Un cuore lieto e grato perché riconosce di essere generato in questo istante, tratto fuori dal nulla perché voluto bene e rilanciato nell’esistenza che non è più il luogo della solitudine, ma lo spazio di un rapporto di amore che non verrà mai meno". Dunque, "la vita di ogni uomo è relazione con un Padre che ci tiene per mano e ci accompagna lungo tutti i nostri giorni".” “” ” ” “

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