CARDINALE MONTENEGRO: SU QUESTIONE IDRICA AGRIGENTO, "SERVE UNA LEGGE E DIALOGO"

"La legge è sicuramente il primo passo per affrontare tutta la questione in maniera organica e dettagliata, ma nel frattempo, con urgenza, ognuno per la propria parte, è chiamato a trovare momenti di confronto e di dialogo per evitare tensioni sociali e ristabilire la giusta serenità". È la richiesta espressa in una lettera dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, a proposito di una situazione difficile che si è venuta a creare nel territorio agrigentino in merito alla gestione dell’acqua. "La questione idrica, oggi molto discussa, risulta delicata e impone un’attenzione sia dal punto di vista normativo che etico – sottolinea il card. Montenegro -. L’aspetto normativo spetta al legislatore che è chiamato a sanare discrepanze tra gestione privata e gestione pubblica, l’auspicio è che il legislatore regionale riesca in tempi rapidi a legiferare per sanare le tante incongruenze e differenze tra le varie realtà all’interno dell’isola". Il card. Montenegro ricorda che la soluzione sta nel considerare l’acqua come "bene comune" e "bene assoluto", rimarcando alcuni presupposti fondamentali: "considerare l’acqua non come merce, e pertanto come affare e bene economico", assicurare ad ognuno "una quantità giornaliera sufficiente per le necessità legate all’igiene e alla sopravvivenza", "rendere omogenee e non gravose le tariffe per evitare disparità tra cittadini", "reinvestire gli utili, non per ricavarne profitti e spartire dividendi".” “

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy