LEGALITÀ: DON DELL’OLIO (LIBERA), "CONFISCARE I BENI DEI CORROTTI"

(Bologna) – "Il corrotto non venga punito soltanto con il carcere, ma gli vengano confiscati i beni, quei beni che ha acquisito grazie a quella mazzetta". È la richiesta che rivolge don Tonio Dell’Olio di Libera, parlando al Sir a margine del corteo di Libera e Avviso pubblico per la XX Giornata di memoria e impegno per le vittime innocenti delle mafie". "Oggi – ricorda don Dell’Olio – sappiamo che le mafie non sono soltanto la criminalità organizzata, ma un sistema di potere: le mafie crescono mazzetta contro mazzetta". Per questo, secondo il sacerdote, bisogna rafforzare l’azione di Libera, della società civile e della politica su tre versanti: lotta alle mafie, lotta alla corruzione e promozione dei diritti. "Mafie e corruzione – aggiunge – non sono cose diverse tra loro. La mafia si nutre di corruzione". Ecco, quindi, che la prima strada per lottare contro la corruzione è la medesima percorsa con successo contro la mafia. "Vent’anni fa, con un milione di firme, avevamo proposto in parlamento – ricorda Dell’Olio – che potessero essere usati per finalità sociali i beni confiscati ai mafiosi e ai corrotti: il parlamento approvò una legge che consentisse l’uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi, stralciando la parte dei corrotti". È ora di riprendere quella proposta: questo, conclude, "scoraggerebbe la corruzione e segnerebbe un avanzamento del nostro Paese".

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