INCHIESTA CONFESSIONE: MONS. MANDUCA (CESENA), "NON HA RISPETTATO LA LIBERTÀ"

"Il direttore Andrea Cangini non ha rispettato la mia libertà e quella di tutti i preti che confessano. Se andassi io a carpire un segreto di cui è geloso e lo rendessi pubblico? Non c’è libertà senza verità. E la verità è che lui ha offeso gravemente quella cattolicità di cui si sente parte". Così, in un’intervista al "Corriere Cesenate", monsignor Onerio Manduca, canonico penitenziere della Cattedrale di Cesena, riflette sull’inchiesta pubblicata la scorsa settimana da un quotidiano a diffusione nazionale violando il segreto confessionale. "La giornalista – secondo il sacerdote – ha compiuto un atto gravissimo: ha scambiato il confessionale per una lavanderia e con malizia è andata a indagare se il lavandaio usava i detersivi migliori. E lei ci è andata usando le parole come un mitra contro quei poveri preti. Preti che consegnano la loro vita a Gesù Cristo perché possa abbracciare e rifare nuova la vita di chi è stato distrutto dal peccato". "Come vorrei poter parlare con questa donna – afferma mons. Manduca – perché capisse il male che ha fatto. Ma contemporaneamente vorrei anche che non ne rimanesse schiacciata perché Gesù c’è anche per lei. Da quando ha pensato a questa inchiesta, assieme al suo direttore, Gesù la sta aspettando in uno qualunque dei confessionali di questo mondo. Dal momento in cui ho letto la sua inchiesta sto pregando per lei perché Gesù faccia presto ad abbracciarla, e magari l’ha già fatto oggi".” “

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