CARDINALE BAGNASCO: "DIGIUNARE È RINUNCIARE A QUALCOSA IN VISTA DELLA CARITÀ FRATERNA"

"Digiunare non è rinunciare a qualcosa o negare i bisogni del corpo ma è affermare che ognuno di noi è sempre di più dei propri bisogni fisici: siamo corpo ma non possiamo ridurci alla nostra corporeità. Il digiuno è libertà. Noi affermiamo che siamo di più della nostra carne, siamo un impasto di terra e cielo, di tempo ed eternità, di corpo e anima". Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nella terza riflessione in programma per questo tempo di Quaresima. "L’anima – ha spiegato – è il principio invisibile che ci penetra e ci illumina dal di dentro" e anche se "non la possiamo vedere e toccare" possiamo sapere che questa esiste. "Basta che osserviamo due persone che si parlano e si sorridono, che si esprimono il loro affetto perché in quel momento vi sono due mondi interiori che si rivelano l’uno all’altro". Infatti, "solo le persone sorridono, gli animali no, e il sorriso è rivelativo di qualcos’altro, quindi che non siamo solo corpo". Ma, ha aggiunto l’arcivescovo, "digiunare non vuol dire solo affermare noi stessi, la nostra forza di volontà", perché "digiunare è sì rinunciare a qualcosa ma in vista della carità fraterna". Per guardare il video clicca qui.

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