FINE VITA: GANDOLFINI (SCIENZA & VITA), NON SI POSSONO VINCOLARE I MEDICI

"Nel rapporto medico paziente è inaccettabile una deriva contrattualista che riduca il medico a un mero esecutore di volontà altrui". Lo ha ribadito Massimo Gandolfini, primario di neurochirurgia alla Poliambulanza di Brescia e vicepresidente nazionale dell’associazione Scienza & Vita, intervenuto oggi al convegno "Liberi fino alla fine" organizzato dall’associazione Luca Coscioni. La tavola rotonda di medici, moderata da Arnaldo D’Amico, giornalista de "La Repubblica", ha visto la partecipazione anche di Dario Manfellotto, direttore dell’UoC di Medicina interna dell’ospedale Fatebenefratelli, e di Mario Riccio, anestesista e rianimatore all’ospedale di Cremona. Fulcro della discussione il ruolo del medico di fronte al fine vita, ma molto si è discusso anche di accertamento della morte e di stati vegetativi. "L’ambito neurologico è il più difficile da affrontare dal punto di vista prognostico – ha detto Gandolfini -, le diagnosi errate sugli stati vegetativi sono nell’ordine del 21% e non viene nemmeno tentata una terapia riabilitativa". Trattandosi di condizioni limite, da valutare caso per caso, "le eventuali dichiarazioni anticipate possono servire al medico per ricostruire la biografia del paziente – ha concluso Gandolfini – ma in nessun caso possono rappresentare un elemento di vincolatività assoluta: sarebbe disumano".” “” ” ” “

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