ATTACCO TUNISI: MONS. BRAMBILLA (NOVARA), “NON LASCIARSI COINVOLGERE” NELL’ODIO

“Sgomento” per l'”orribile strage avvenuta ieri a Tunisi, che ha coinvolto anche molti nostri connazionali”. Lo esprime, in una nota, il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, ricordando che tra le vittime italiane “c’è anche un nostro concittadino, Francesco Caldara”, mentre “Sonia Reddi è rimasta ferita”. “Il pesantissimo bilancio delle vittime – scrive il vescovo – ci lascia ancora una volta ammutoliti e increduli davanti al continuo e ripetuto disprezzo della vita in nome di un’ideologia fanatica di un gruppo estremista che continua a seminare terrore in tante parti del mondo”. Monsignor Brambilla affida “al Signore risorto Francesco con tutte le altre vittime”, invita a pregare “per i feriti perché ritrovino presto la guarigione del corpo e dello spirito”, esprimendo vicinanza “ai familiari che, lontani dai loro cari, soffrono con loro” e “alla comunità tunisina così numerosa nel nostro territorio, segnata profondamente da questo atto terroristico”. Ma rivolge pure un monito a “non chiudere gli occhi” e “non guardare la ‘notte oscura del male’ bensì l’aurora della Pasqua che sorge”. “La logica della chiusura su se stessi e della vendetta contro la barbarie – lo insegna la storia – non ha mai prodotto nulla di buono. Desideriamo invitare tutti – scrive ancora – a non lasciarsi coinvolgere in un sentimento di odio e rancore indiscriminato, ma a coltivare sentimenti e a porre gesti di pace, soprattutto nelle parole e nei commenti”.

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