ATTACCO TUNISI: MOKRANI (GREGORIANA), "LA TUNISIA NON PUÒ AVERE PACE SE NON C’È PACE IN LIBIA"

Per rispondere alla sfida dei terroristi, Mokrani guarda soprattutto alle autorità politiche, a quel governo che comprende sia i laici di Nidaa Tounes che il partito d’ispirazione Islamica Ennahda: "Ora gli sforzi vanno all’allargamento di questa alleanza e alla sicurezza, all’economia che non regge. C’è bisogno che partiti, sindacati e tutto il popolo si uniscano per contrastare il terrorismo e mantenere la coesione nazionale: nessuna autorità, né religiosa, né politica, pensa di appoggiare questi terroristi". Mokrani è cosciente anche del fatto che nella soluzione della crisi i tunisini non possono essere lasciati soli. Chi, sull’altra sponda del Mediterraneo, ha a cuore quanto accade in Nordafrica deve "collaborare, creare reti, dare sostegno politico e logistico al Paese". Bisogna però "evitare allarmismi esagerati: anche se si tratta di una strage gravissima, non dobbiamo farci prendere dal panico, perché lo scopo dei terroristi è proprio creare il caos per poter colpire ancora", avverte lo studioso. Al contrario, suggerisce "dobbiamo reagire in modo razionale e risolvere innanzitutto la questione libica: la Tunisia non può avere pace se non c’è pace in Libia".

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