ELEZIONI IN ISRAELE: CINGOLI (CIPMO), "LA PAURA NON BASTA PIÙ"

"Netanyahu rimpiange certo amaramente la sua decisione di provocare le elezioni anticipate", certo "la sua scelta testimonia di quanto egli fosse oramai distaccato dal senso comune della gente, che invece era sempre più stanca della sua leadership". Lo scrive Janiki Cingoli, direttore del Cipmo (Centro italiano per la pace in Medio Oriente), in un editoriale per il sito cipmo.org. "La prova di forza da lui manifestata con il discorso sull’Iran, davanti alla Camere riunite del Congresso degli Stati Uniti, in aperta sfida con il presidente Obama, non ha avuto l’effetto di coalizzare l’opinione pubblica intorno al suo premier, ma al contrario ha accresciuto il senso di insicurezza della popolazione", che "evidentemente avrebbe preferito una cifra più misurata, ed una maggiore attenzione rivolta ai problemi quotidiani della gente, il caro casa, il caro viveri, la crisi sociale sempre più sentita". Per Cingoli, "si potrebbe dire che anche Israele è stanco di guerra, o almeno di una politica di sicurezza urlata, non misurata, incapace di guardare oltre l’orizzonte. Il paese richiede invece una attenzione diversa al malessere crescente della popolazione più disagiata, che è poi la principale base elettorale del Likud". Ma, avverte il direttore del Cipmo, "sia chiaro, non c’è niente di definito, e tutto è ancora possibile". (segue)” “

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