ELEZIONI IN ISRAELE: CINGOLI (CIPMO), "LA PAURA NON BASTA PIÙ" (2)” “

Lo stesso andamento implacabile dei sondaggi elettorali, chiarisce Cingoli, "può aver prodotto effetti contrari, fornendo a Netanyahu le motivazioni per richiamare all’ovile l’elettorato in fuga". Per converso, il leader laburista, Herzog, alleandosi a Tzipi Livni, "ha spostato al Centro il baricentro del suo Partito, creando la nuova formazione ‘Unione Sionista’. I suoi toni sono stati sommessi ma determinati, non urlati ma in grado di farsi ascoltare. Certo, egli non è un grande leader capace di farsi seguire e di destare passioni, ma forse, nell’Israele di oggi, dopo tanto frastuono, questo modo di porgersi vien apprezzato più di quanto si pensasse". L’altra "grande sorpresa" di queste elezioni è stata "la lista unita dei partiti arabi, che riuscendo a superare antiche e radicate rivalità si sono presentati insieme". In conclusione, "non vi è nulla di certo in queste elezioni: i due blocchi sono agitati da gravi tensioni interne e troveranno difficoltà gravi a mettere insieme una credibile maggioranza di governo". Certo, "Netanyahu potrebbe assemblare una maggioranza con più facilità, ma Herzog, se vedrà confermato il suo vantaggio, potrebbe partire per primo e guadagnare terreno". Anche se nessuno dei due lo ammette, "non può certo essere esclusa l’ipotesi di un governo di unità nazionale, che a quanto pare viene caldeggiata anche dal presidente della Repubblica, Reuven Rivlin".

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy