ASSOLUZIONE BERLUSCONI: TARQUINIO (AVVENIRE), NON È "APPROVAZIONE MORALE" (2)

Sempre secondo la sentenza definitiva – annota il direttore di ‘Avvenire’ – "non era nella consapevolezza dell’accusato Berlusconi la minore età della giovane donna, partecipante alle famose e indecentemente e anche voluttuosamente raccontatissime ‘cene di Arcore’". "Non intendo insistere su questo aspetto che ha ammorbato mesi e mesi di narrazione mediatica (e che ‘Avvenire’ ha cercato di sviluppare senza adeguarsi alle ‘regole del circo’, con l’essenzialità indispensabile per comprendere i fatti)", aggiunge Tarquinio, rimarcando tuttavia "un punto che per anni – anche se qualcuno, da diversi punti di vista, ha fatto e continua a far finta di non aver sentito e capito – è stato pacatamente e solidamente al centro dei commenti di questo giornale", "che ci sta a cuore da cittadini italiani, e che è stato illuminato, in diverse occasioni, dalle parole alte e chiare dei nostri vescovi sul senso sociale, politico e istituzionale di quanto è venuto via via alla luce in quella vicenda, e sul suo rilievo morale". Ovvero, "un’assoluzione con le motivazioni sinora conosciute non coincide con un diploma di benemerenza politica e di approvazione morale".

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