VOTO IN ISRAELE: CINGOLI (CIPMO), "PARTITI RELIGIOSI AGO DELLA BILANCIA"” “

Alle prossime elezioni israeliane del 17 marzo l’ago della bilancia potrebbero essere i tre partiti religiosi, lo Shas, partito sefardita, accreditato di 7 seggi, Yahad, derivante da una scissione dallo Shas, accreditato di 4 seggi, e United Torah Judaism, ashkenazita, con 6 seggi. Diciassette poltrone che potrebbero dare al leader del Likud, nonché premier uscente, Bibi Netanyhau, la possibilità di raggiungere, grazie anche ad una alleanza con i due partiti centristi Kulanu e Yisrael Beiteinu, quei 64 seggi utili per ottenere dal presidente Reuven Rivlin l’incarico di formare una nuova maggioranza. È quanto sostiene Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, il Centro italiano per la pace in Medio Oriente, che in un editoriale per il sito cipmo.org, affronta il tema del voto in Israele. Manca solo una settimana e domina l’incertezza. Netanyahu, nei sondaggi, è alla pari con il blocco dell’Unione Sionista, guidato da Isaac Herzog, capo del Partito Laburista, insieme a Tzipi Livni, leader del partito centrista HaTnuah. Entrambi sono accreditati di 23 seggi. L’Unione Sionista, scrive Cingoli, "aveva guidato a lungo, sia pure di poco, le previsioni elettorali, sopravanzando il Likud di uno o due seggi, ma in questi ultimi giorni il divario si è appianato" grazie anche al discorso sull’Iran, pronunciato da Netanyhau davanti al Congresso Usa.” “

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