CARDINALE SCOLA: “IN QUARESIMA GESTI PUNTUALI DI CARITÀ”

“Sulla Via dolorosa, nelle ultime decisive ore della sua esistenza terrena, Gesù incontra uomini e donne, come aveva fatto in tutto il resto della sua vita; ma, a prima vista, in questi incontri le parti si invertono. Non è, come le altre volte, Lui a donare loro aiuto, consolazione, beneficio. Questa volta Lui riceve da loro”. Lo ha sottolineato, ieri sera, il cardinale Angelo Scola, nella catechesi della seconda Via Crucis in duomo, dal titolo “Gli incontri”, che ha compreso le stazioni IV, V, VI e VII. “L’immagine che abbiamo davanti agli occhi, il Bacio di Giuda – ha proseguito il porporato -, dice questo paradosso in modo violento, drammatico. Nell’espressione di Gesù – occhi chiusi, in totale confidente abbandono – leggiamo, molto più profondamente che nel segno grafico, la parola Amico. Gesù, infatti, ha molti nemici, ma Lui non lo è di nessuno. Ogni incontro veicola la sua fedele, indistruttibile amicizia con l’uomo. Con ogni uomo”. Per il cardinale Scola, “sempre di fronte allo straziante ‘spettacolo’ del dolore si alza in noi questo grido: perché? L’uomo lo lancia come pietra di ribellione, lo sente come pesantissima pietra di inciampo. Lo avverte come contro natura”. Eppure, resta il rischio “globalizzazione dell’indifferenza”. Per questo la Chiesa “ci educa richiamandoci, in Quaresima, a gesti puntuali di carità. Una carità più fattiva”. ” “” ” ” “

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