Guerra e giornalismo: Costalli (Mcl) a Copercom, contro il terrorismo “disarmare, piuttosto, la ‘cultura dello scarto’”

“Contro le lusinghe del terrorismo islamista” occorre “disarmare, piuttosto, la ‘cultura dello scarto’”. Lo scrive Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, in un contributo per il Copercom, promotore nel mondo cattolico e laico di una riflessione a più voci sul tema della comunicazione dinanzi allo stato di guerra e sulla responsabilità che investe chi la racconta, con parole e immagini. “L’informazione è diventata oggi, più che mai nella storia, un’arma strategica”. Ma “leggendo e ascoltando le analisi e i commenti dei media”, osserva Costalli, si constata “molta confusione” e “troppe analisi superficiali e frettolose”. Il pericolo, sottolinea, “è che tale confusione generi nelle persone la convinzione che l’Islam tutto, senza distinzioni, abbia dichiarato una guerra santa contro l’Occidente e, soprattutto, che l’Islam sia il nemico dell’Occidente”. Ma “trasformare gli attentati terroristici in una guerra tra religioni, tra civiltà, è funzionale solo alla causa del terrorismo”. Invece, “bisogna intensificare tutti i nostri sforzi per mantenere aperto il dialogo”. Gli attentati terroristici, spiega Costalli, “hanno anche l’obiettivo di creare disagio ai milioni di musulmani che vivono in Europa, i quali sono integrati, si sentono cittadini europei e partecipano come tali alla vita sociale, culturale e politica”. Infatti, “i terroristi tentano di creare una spaccatura” e “seminare odio manipolando le persone più fragili”.

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